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Telecamere negli asili per la tutela dei bambini e la tranquillità dei genitori


Dopo tutti gli assurdi episodi riportati dalla cronaca relativi a metodi educativi violenti, atteggiamenti e comportamenti estremamente punitivi, fino alle vere e proprie aggressioni verbali, si è scatenata la polemica sull’inserimento delle telecamere negli asili e nelle scuole materne.

Sembra che in autunno uscirà la legge per l’inserimento della videosorveglianza negli asili e nelle case di riposo e sembra che il Garante dell’Infanzia e della Adolescenza abbia detto sì all’inserimento delle telecamere a circuito chiuso negli asili. Ovviamente la legge prevede anche un iter di formazione per insegnanti e chiunque debba operare in questi ambiti, valutazioni psicoattitudinali e un monitoraggio anche dopo aver ricevuto l’incarico.

Prima di parlare di telecamere bisogna sottolineare che le selezioni per il personale delle scuole dell’infanzia dovrebbero essere severissime, oltre ad una preparazione e formazione specifica, non bastano le attitudini personali, si devono valutare in maniera estremamente approfondita anche le condizioni psichiche, si devono osservare per diverso tempo operare da un punto di vista pratico e soprattutto si devono monitorare ciclicamente perché le condizioni di vita possono cambiare e si possono avere ripercussioni sulla qualità del servizio prestato a completo discapito dei poveri bambini malcapitati.

Sempre più casi vengono denunciati e sempre più genitori si rivolgono a noi clinici per cercare di capire se le condizioni che il figlio vive all’asilo sono idonee o meno e come si devono comportare in quegli specifici casi. Devo dire che il problema non è di questi ultimi anni, è solo portato maggiormente a galla dalla cronaca per cui sembra più evidente. E’ anni che lavoro con genitori e figli e che sento violenze di ogni tipo perpetrate sui minori. Purtroppo questo problema delle maestre violente è molto più diffuso di quello che si possa pensare e in questo ultimo anno le richieste di sostegno da parte dei genitori per gestire le maestre sono notevolmente aumentate.

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È vero che questo parlarne con frequenza sensibilizza anche l’opinione pubblica per cui ci sono molti più genitori che denunciano o che si accorgono di ciò che accade al figlio, anche se questi episodi ci sono sempre stati, forse in tanti casi prima c’erano anche dei metodi educativi maggiormente accettati dalle famiglie, pur essendo troppo severi e traumatici.

Ho seguito e seguo tanti ragazzi e adulti e tanti di loro hanno avuto problemi di punizioni, aggressività, in tanti casi violenze e anche abusi, da parte degli insegnanti che hanno lasciato dei segni profondissimi nella loro psiche. Mi ritrovo ogni giorno ad affrontare mamme e papà alle prese con le follie di alcune maestre che applicano i loro metodi senza una logica e un senso, a completo discapito della salute dei piccoli bambini. Quotidianamente affronto con i genitori di figli che non si trovano bene a scuola e che vengono presi di mira dalle maestre, la gestione delle problematiche nel quotidiano perché questa situazione genera una condizione di stress notevole, va ad intaccare il loro equilibrio, il sonno, il cibo, la serenità con cui si dovrebbero relazionare agli altri, la fiducia e la spensieratezza.

Un aspetto fondamentale è riconoscere precocemente i segnali per capire se il bambino è in mano a maestre violente o meno. L’intervento precoce allevia il peso emotivo, il piccolo si sente tutelato e protetto e si può intervenire affinché non diventi per lui un’esperienza traumatica. In questi casi il genitore deve intervenire subito e quando si ha un dubbio è importante rivolgersi ad un esperto per capire come procedere perché una condizione trascurata oggi, equivale ad un problema o disagio domani.

 

Il problema delle telecamere

Tutta questa violenza genera paura e preoccupazione nei genitori che vogliono tutelare e proteggere i loro figli. Tante mamme e papà addirittura non sanno più se mandare i propri figli al nido o alla materna, altri preferiscono ritirarlo e farlo crescere da nonni o tate privandoli della socializzazione e condivisione con i pari fondamentale per la crescita, pur di stare tranquilli. Altri ancora ciclicamente vanno a dare un’occhiatina a scuola senza preavviso, insomma, un clima di ansia e preoccupazione che NON può essere sottovalutato. Per queste ragioni è indubbio che le cose non possano rimanere così e ci debba essere una rivalutazione del sistema e soprattutto maggiori garanzie.

 

Le telecamere sono indubbiamente un buon deterrente che può indurre una diminuzione dell’aggressività e violenza utilizzata come metodo “educativo”, però non risolve completamente il problema. Inserire le telecamere a scuola rappresenta il fallimento dell’istituzione scolastica che ha al suo interno personale che diseduca nel nome dell’educazione, quindi si assiste ad un tracollo da un punto di vista formativo, valutativo ed etico.

È indubbio però che siamo davanti ad una situazione emergenziale che non possiamo sottovalutare viste anche le reazioni dei genitori, da chi si fa giustizia da solo a chi porta via i figli. Non possiamo trovarci asili vuoti o genitori che si trasferiscono nelle scuole perché rappresenterebbe un ulteriore problema da gestire. Ma la cosa più rilevante è la tutela dei minori che subiscono questo tipo di violenze perché avranno delle ripercussioni a livello emotivo e comportamentale notevoli che li andranno a condizionare tutta la vita se non debitamente contenute. SI IMPONE QUINDI SEMPRE PIÙ L’ESIGENZA DI TUTELARE E DI METTERE IN SICUREZZA I BAMBINI.

 

La videocamera nei luoghi in cui ci sono i più piccoli, che non sono ancora in grado di parlare o comunque di essere efficaci nelle loro comunicazioni potrebbe aiutare, ma continuo a sottolineare che non risolve. Il problema è che in Italia quando si mette in atto un provvedimento contenitivo di una situazione di emergenza poi ci si accomoda e ci si ferma lì fino al prossimo caso che riporta in luce tutto il non fatto.

Servono più azioni in parallelo! Una cosa è certa, LE TELECAMERE DOVREBBERO ESSERE A CIRCUITO CHIUSO, ossia con un hard disk che registra tutto quello che vedono con ACCESSO ALLE IMMAGINI DIETRO AUTORIZZAZIONE DELLA AUTORITA’ GIUDIZIARIA. Non devono essere da remoto ossia visibili da internet a tutti i genitori che diventerebbero ossessionati dalla visione dei filmati e pronti a criticare, giudicare ed intervenire su ogni cosa che dice e fa la maestra. Le telecamere dovrebbero essere collegate con le forze dell’ordine e il dirigente scolastico in modo tale che vengano rilevati i casi di abusi e violenze nei confronti dei bambini e che si possa intervenire nell’immediato senza dover aspettare mesi di indagini e raccolta prove in cui i bambini sono ancora sottoposti gratuitamente a violenza, nel superiore interesse del minore.

 

IN CONCLUSIONE

 

È una decisione molto importante da prendere che va a modificare un sistema, per cui bisogna analizzare in maniera approfondita tutti i pro e i contro, evitando che si vada incontro alla dissoluzione della fiducia nell’altro e del legame sociale, anche se rimane indubbio che la tutela dei bambini sia assolutamente al primo posto per cui se le condizioni non cambiano, le telecamere rimangono la soluzione più immediata ed efficace.

 

di Maura Manca

 

 

 

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