report scuola

Una scuola più pratica che inizi più tardi, che valorizzi la relazione docente-alunno: il sogno degli adolescenti italiani. Meno male che c’è WhatsApp!


Questa scuola non piace proprio agli adolescenti italiani, troppo teorica e poco pratica, pochi professori in grado di utilizzare realmente la tecnologia ed un gap generazionale enorme tra le due generazioni, quella dei nativi digitali e dei nativi cartacei.

Oltre 3 adolescenti su 10 (il 33%), sostiene che la scuola come è strutturata oggi NON sia adatta alle loro esigenze.

Il 42% degli adolescenti italiani di scuola secondaria di II grado, alla domanda che cosa dovrebbe cambiare della scuola risponde TUTTO, secondo il 36%, invece, dovrebbe cambiare il metodo di insegnamento che dovrebbe valorizzare maggiormente la relazione docente-alunno. Ecco anche il 9% secondo il quale la scuola dovrebbe dare meno compiti, rispetto ad un 6% che suggerisce che diventi più pratica, con meno teoria e più laboratori.

La scuola non piace così com’è e  la mattina non ci si sveglia: il dramma dei genitori!

Alla domanda la mattina come ti senti quando ti svegli per andare a scuola la maggior parte dei ragazzi, il 65%, si sente stanco e assonnato. È raro trovare un adolescente che la mattina gioisca quando suona la sveglia per andare a scuola, credo infatti sia un segnale preoccupante, salvo che non ci siano altri interessi extrascolastici, il problema è che i ragazzi oggi non dormono bene in termini di quantità e di qualità. Tanti adolescenti non sanno neanche quante ore dovrebbero dormire per recuperare le fatiche del giorno prima e che la tecnologia prima di andare a letto è un attivatore delle funzioni cerebrali. Il sonno troppo spesso è poco perché a volte si rimane svegli fino a tardi per giocare alla playstation, online, per chattare con qualcuno, un po’ meno per leggere e studiare, salvo che non si abbia una interrogazione o compito in classe il giorno dopo. Non è la tantum che crea il problema, è la continuità. Inoltre, i cellulari vibrano o squillano anche durante la notte, c’è chi si sveglia per leggere le notifiche interrompendo il sonno (oltre 1 su 10), andando ad inficiare sulla qualità e quindi sulla sensazione di sentirsi riposati che grava sulle capacità attentive e di concentrazione e può inficiare anche sul rendimento scolastico.

WhatsApp un amico per fare i compiti

Per la gioia dei genitori che si lamentano costantemente che i figli stanno “attaccati al cellulare” per troppo tempo (ben il 50%), il 90% dei ragazzi fa parte di un gruppo su WhatsApp nel quale è possibile scambiarsi i compiti. Qualche anno fa si passavano le ore al telefono con il genitore che magari strillava perché si teneva la linea occupata per troppo tempo, oggi è tutto più facile o come dicono molti ragazzi più “easy”.

Ti sei dimenticato di scrivere i compiti? Nessun problema c’è il gruppo che te lo ricorda. Non hai voglia di farli? Tranquillo qualcuno lo farà al posto tuo. È uno strumento molto utile per il confronto, attenzione però a non abusarne per la pigrizia o per “furbizia” perché non si metabolizza e non si apprende ciò che si studia, quindi non è una mossa poi così furba. La tecnologia è importante oggi ed è uno strumento che deve velocizzare e facilitare non togliere.

E con i prof si va d’accordo?

Abbastanza, calcolando che il 18% dichiara di non avere un buon rapporto con i propri professori. Spesso si lamentano perché sono troppo retrogradi, pesanti, perché dicono una cosa e poi ne fanno un’altra, perché a volte non sono giusti. C’è chi sa stare zitto per evitare le ritorsioni e chi risponde andando in opposizione. Ci sono tanti insegnanti che danno spazio non solo ai programmi ma anche alle problematiche dei ragazzi e li fanno confrontare sulla scuola e gli aspetti della adolescenza.

E con i genitori?

Anche a casa a volte il dialogo è molto difficile, tante volte si sente il peso delle aspettative genitoriali e si pensa che i genitori siano più interessati alla scuola che alla loro vita o al loro stato d’animo.

Il 28% dei genitori infatti si lamenta con i figli perché studiano poco e perché non prendono i voti che dovrebbero prendere, “potrebbe fare di più”, non è una frase tipica dell’insegnante, ma anche del genitore che insieme al sei disordinato ha il primato nella check list delle lamentele genitoriali. Questo è uno dei pochi aspetti che ancora lega le due generazioni, quella digitale e quella cartacea!

E ogni tanto a questi ragazzi non piace neanche andare a scuola, cosa c’è di più divertente e adrenalinico di saltare le scuola senza dirlo ai genitori?

Alcuni sono dei maghi nel falsificare le giustificazioni, altri si devono far venire una crisi d’ansia per paura di essere scoperti. Spesse volte questi genitori non controllano come dovrebbero e altre i ragazzi con questi nuovi badge elettronici si trovano sicuramente più in difficoltà, senza pensare alle scuole che inviano direttamente gli sms quando l’allievo non va a scuola.

Il campione

I dati sono stati reperiti su un campione di oltre 7.000 adolescenti, di età compresa tra i 13 e i 19 anni in 11 città italiane dal nord al sud, equidistribuiti per la variabile genere, dall’Osservatorio Tendenze e Comportamenti degli Adolescenti fino al 2015 oggi Osservatorio Nazionale Adolescenza  con la presidenza della dott.ssa Maura Manca.

 

 

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *