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Adolescenti e sport: una relazione sempre più complicata. Report 2015/16


Lo sport praticato in maniera sana ed equilibrata favorisce un benessere psicofisico e permette di apprendere valori importanti per la propria crescita personale, ma purtroppo una tendenza sempre più diffusa, è proprio quella di abbandonare durante il periodo adolescenziale, fase in cui per lo sviluppo sarebbe invece auspicabile praticare uno sport con costanza e continuità.

Cosa rappresenta lo sport per i ragazzi?

Il 71% degli adolescenti decide di dedicarsi ad una attività sportiva per piacere e divertimento, il 17% per gli effetti benefici sul corpo e il 7% perché è un momento di scarico delle tensioni.

Per il 44% dei ragazzi lo sport rappresenta il canale principale attraverso cui potersi sfogare, per il 18% un modo per tenersi in forma e per 20% è una vera e propria passione.

I risultati, inoltre, confermano l’importanza che il gruppo dei pari ricopre in questa fase, in quanto lo sport rappresenta uno dei momenti principali di sperimentazione e socializzazione fondamentali per la crescita.

Ma perché i nostri adolescenti non fanno abbastanza sport?

Mediamente si inizia a fare sport intorno ai 4-5 anni d’età, ma durante l’adolescenza i ragazzi tendono a ridurre l’attività sportiva, se non ad abbandonarla del tutto. I motivi alla base di questa scelta sono molteplici: il 51% dei giovani non pratica nessuno sport per pigrizia e mancanza di voglia, il 29% per i troppi compiti e l’eccessivo studio, il 5% per motivi economici.

I ragazzi dovrebbero vivere lo sport come divertimento, come luogo in cui socializzare e scaricare le proprie tensioni psico-fisiche, ma troppo spesso ciò non accade. Molti di loro portano dentro la fatica emotiva di gestire il peso della competizione e quello di non deludere il genitore.

Genitori che condizionano nelle scelte i figli: quali sono i rischi?

 Il 18% dei ragazzi è stato obbligato a scegliere un determinato sport perché i genitori glielo hanno imposto. Pressare i ragazzi e investire eccessivamente nello sport li può portare a vivere una condizione di forte stress, con il rischio che in alcuni casi si generi un vero e proprio rifiuto.

E’ fondamentale che l’adolescente si senta libero di gestire autonomamente l’attività sportiva sia nella scelta che nella pratica, senza corrispondere per forza alle aspettative genitoriali solo perché loro hanno deciso che è portato per quel tipo di attività fisica e che deve realizzarsi a tutti i costi in quell’ambito.

Integratori e doping per migliorare la prestazione sportiva

Il 38% dei ragazzi dichiara di bere bevande energizzanti, il 12% di prendere integratori o medicinali per migliorare le proprie prestazioni sportive mentre lo 0,6% ha assunto sostanze dopanti. Nel 35% dei casi è stato l’allenatore a consigliare di assumere determinate sostanze, nel 20% è stato suggerito dagli amici e nel 32% è stata una decisione presa in autonomia.

Talvolta ai ragazzi vengono proposti modelli non raggiungibili e l’essere vincente sembra essere l’unico aspetto rilevante: per non essere così esposti a delusioni e umiliazioni, si innesca il bisogno di migliorare la prestazione a tutti i costi, ricorrendo a qualsiasi mezzo anche se nocivo per la salute, pur di vincere e ottenere i risultati migliori.

Drop out sportivo: quando mollare sembra l’unica via d’uscita

Durante il periodo adolescenziale, molto spesso, i ragazzi hanno altri interessi e priorità, e questo può portare ad un rifiuto per l’attività sportiva perché non si ha più voglia di avere un impegno fisso e un condizionamento che possa rubare del tempo agli amici e alla vita sociale. Anche tanti agonisti, durante l’adolescenza abbandonano perché troppo stressati da ritmi impossibili e rimpiangono di non aver fatto quello che facevano gli altri.

Gli adolescenti vanno così facilmente incontro al drop out sportivo, ovvero l’abbandono del proprio sport perché carichi o sovraccarichi di troppe responsabilità: il 38% dichiara di aver lasciato per via dei troppi compiti e degli impegni scolastici, il 36% per mancanza di voglia e motivazione mentre il 22% a causa di problemi fisici. I ragazzi parlano di blocchi emotivi, mal di testa, mal di pancia, tachicardia, tremori, nodi alla gola, perché sperimentano alti livelli di ansia e di stress legati ai risultati sportivi.

Altre volte gli adolescenti manifestano nello sport i propri disagi interiori, come ad esempio la rottura delle regole, il saltare gli allenamenti, l’avere problemi con i compagni e con l’istruttore.

 

 

 

Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza, presidente dott.ssa Maura Manca, su oltre 5.000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni in campo nazionale.

 

 

 

 

 

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