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Grooming online in aumento: adolescenti ingannati da “finti vip”


Ennesimo caso di adescamento online da parte di un adulto malintenzionato che, dietro un profilo social falso, si fingeva un idolo adolescenziale per sedurre le sue vittime e manipolarle al fine di avere conversazioni di natura sessuale in chat e farsi inviare foto intime.

Casi di questo tipo, sempre più in aumento, mostrano i pericoli che si possono incontrare in un utilizzo, senza cautela, della rete e la necessità di tutelare bambini e adolescenti per far sì che non cadano vittime di adulti che, in maniera subdola, cercano di adescarli invadendo la loro sfera più intima.

L’adescamento online o grooming (to groom, curare) è una pratica di manipolazione psicologica messa in atto da adulti sconosciuti che, attraverso social network, giochi online e chat, cercano di mettersi in contatto con i minori, con il proposito di realizzare attività a sfondo sessuale.

Come avviene l’adescamento online di minori?

Gli adescatori per attuare l’abuso, creano finti profili sui social network e sulle app di messaggistica, come Skype o WhatsApp, inserendo foto e informazioni false per rendere il profilo credibile e fingere di essere qualcun altro, come ragazzi di bell’aspetto e idoli adolescenziali.

Cercano in questo modo di attrarre a sé le giovani vittime, di manipolarle inviandogli messaggi sui social network e le chat, e cercando un contatto sempre più profondo, per ottenere le loro informazioni personali, come il numero di telefono o l’indirizzo di casa.


Per conquistare la fiducia, l’adulto spesso riempie la vittima di attenzioni e lusinghe, gli offre regali come ricariche telefoniche, vestiti e soldi e introduce gradualmente argomenti di natura sessuale nelle conversazioni. Può anche inviare filmati e foto intimi, senza mostrare il suo viso, facendo credere che si tratti di materiale personale, e convincere poi la vittima a fare lo stesso.


Il minore di fronte alle richieste fatte da quello che lui pensa sia un personaggio famoso, è più vulnerabile e può cedere più facilmente. Una volta ricevuta l’immagine o il filmato del minore, l’adescatore solitamente continua a chiedergli altro materiale intimo, oppure un appuntamento per incontrarlo di persona.

Nel caso in cui il minore scopra che dietro il profilo falso si nasconde un adulto sconosciuto e non voglia più continuare ad avere questo tipo di rapporto, spesso scattano i ricatti, l’adescatore minaccia la vittima di condividere su internet, ad esempio su YouTube, foto e video intimi che la ritraggono.

comunicato profili finti


Vittime del grooming: come prevenire?

Troppe volte i ragazzi accettano l’amicizia da chiunque, tendono a fidarsi di chi c’è dall’altra parte dello schermo, inviandogli anche materiale privato e intimo, nonostante i reali pericoli che questo comporta. Parliamo di 2 adolescenti su 10 che sono stati adescati online da adulti sconosciuti, in particolare le ragazze. Nella fascia 11-13 anni, più di 4 ragazzi su 10 hanno chattato con completi sconosciuti e più di 3 su 10 hanno incontrato dal vivo una persona conosciuta su Internet (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza)

Si agisce con un semplice click, lontani dagli occhi dei genitori, si crede a ciò che viene mostrato su Internet, ci si fida degli altri, si è in balia di una profonda insicurezza interiore che porta facilmente le vittime ad essere manipolate nel bisogno di creare legami online, di piacere all’altro e di ricevere consensi, soprattutto se si pensa che si sta interagendo con un coetaneo o addirittura con il proprio idolo.

Molto spesso si tratta di ragazzi che non sentono vicini i genitori, non hanno un dialogo aperto con loro, si vergognano a parlare di certi argomenti e, quando è troppo tardi, rischiano di trovarsi soli nella rete a gestire certe dinamiche pericolose, restano in silenzio, continuando a cedere alle minacce, nella speranza che finisca tutto, il prima possibile.

È inutile demonizzare la tecnologia, bisogna muoversi verso la strada dell’educazione, dell’informazione e della responsabilizzazione dei minori, così che possano riuscire anche da soli a fare le scelte giuste, tenendo presente che non si può prescindere dai mezzi di comunicazione online e che i figli, anche se gli viene sequestrato lo smartphone, possono sempre utilizzare quello dell’amico e mettersi ugualmente in pericolo.

Bisogna partire dalla conoscenza e dalla consapevolezza dei rischi presenti in rete ma non solo. Nella prevenzione del fenomeno del grooming, è necessaria un’educazione che non perda di vista l’importanza di fornire punti di riferimento, di un dialogo aperto tra genitori e figli, e la trasmissione di sani principi, del rispetto di sé, della privacy, del proprio corpo e della propria intimità.


Il campione è composto da oltre 8.000 adolescenti di circa 18 regioni italiane, di età compresa tra gli 11 e i 19 anni. I dati sono stati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, Presidente dott.ssa Maura Manca.

Redazione AdoleScienza.it