fomo

La paura di essere tagliati fuori


F.O.M.O. è l’acronimo inglese di Fear of Missing Out, letteralmente “paura di essere tagliati fuori” e si riferisce alla preoccupazione eccessiva e ossessiva che gli altri facciano esperienze gratificanti nelle quali non si è presenti.

Tale paura evidenzia uno stato di ansia sociale caratterizzata dal dover essere costantemente informati su ciò che gli altri stanno facendo. La FOMO non è una patologia dei nostri tempi, ma da quando i social network hanno preso il sopravvento nella vita di ciascuna persona, sembra essersi radicata nei numerosi utenti che controllano in maniera eccessiva e quasi ossessiva le pagine dei social a cui sono iscritti. La spinta interna, tendenzialmente, non è legata ad una reale motivazione ed è spesso un comportamento automatico, che se non viene soddisfatto, può causare uno stato di sofferenza interna, come una vera e propria “crisi di astinenza”.

Lo scienziato sociale Andrew Przybylski dell’università di Oxford è stato il primo, insieme a ricercatori dell’Università della California, di Rochester e di Essex a dare una definizione completa della FOMO(http://www.andrewprzybylski.me/FoMO/). Così si legge sul suo sito:

  • La FOMO è la forza che guida l’uso dei social media.
  • I livelli di FOMO sono più alti nelle persone giovani e in particolare negli individui di sesso maschile.
  • I livelli di FOMO sono influenzati dalle circostanze sociali. Bassi livelli di considerazione della propria vita coincidono con alti livelli di FOMO.
  • La FOMO è legata ad un rapporto ambiguo con i social media.
  • La FOMO è più alta in chi è spesso distratto.
  • La FOMO è più alta negli studenti che usano i social media anche in classe.

Anche se si sa ancora ben poco circa la paura di essere “tagliati fuori” sembra molto frequente anche tra i giovani. Il report del centro americano Kleiner Perkins Caufield & Byers’s (2015) afferma che un utente medio guarda lo smartphone circa 150 volte al giorno ovvero una volta ogni 6 minuti. È in aumento anche il numero di coloro che controllano i propri profili social molto presto al mattino, in genere appena svegli.(http://www.kpcb.com/internet-trends)

In conclusione, la smania di essere connessi, oltre a generare elevati stati di ansia e frustrazione,compromette non solo le relazioni sociali, ma anche il rendimento lavorativo o scolastico a causa del tempo eccessivo che si trascorre in rete. La paura che si percepisce può essere associata ad una bassa autostima e percezione di sé, che fanno spesso dimenticare che gran parte delle persone che pubblicano post sui social mostrano soltanto una parte della loro vita e non sempre è quello che sembra.

Riferimenti Bibliografici

Przybylski A. K., Murayama K., DeHaan C. R., Gladwell V. (2013). Motivational, emotional, and behavioral correlates of fear of missing out. Computers in Human Behavior, 29, 1814-1848.

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