Parlare con un adolescente non è sempre facile, sono suscettibili, spesso partono prevenuti nei confronti del genitore, si infastidiscono se gli si va contro e non si assecondano su tutto. I figli si lamentano dei genitori sostenendo che sono pesanti, rompono, si lamentano di tutto e non gli va mai bene niente.
Bisogna quindi trovare un modo di comunicare con loro per essere prima di tutto ascoltati e poi per diventare efficaci in ciò che si dice, ALTRIMENTI L’ADOLESCENZA DEL FIGLIO RISCHIA DI DIVENTARE UNA LOTTA ESTENUANTE A VOLTE SENZA UN VINCITORE, che strema le due parti in gioco e mina notevolmente l’equilibrio familiare.
Ci sono dei piccoli accorgimenti a cui fare attenzione che possono abbassare questi livelli di tensione:
1) NON SMINUIRE CIÒ CHE GLI ACCADE, CHE VIVONO, CHE VI RACCONTANO. Per loro è un problema reale, vero a volte difficile da risolvere. Se si sminuisce o si sottovaluta il problema, ciò che raccontano, si blocca la comunicazione. Mi è capitato tante volte di parlare con adolescenti che subivano bullismo a scuola e nel raccontare ciò che gli veniva detto o fatto in classe chiedessero consiglio al genitore che si limitava a dire: “lasciali perdere”, “non farci caso” “sono ragazzate”. Quelle parole ferivano più di quelle dei bulli perché non si sentivano considerati nella loro emotività e nel loro star male. Questo accade molto spesso e crea dei forti dissensi nel figlio adolescente che può reagire in due modi: chiusura e isolamento nei confronti dei genitori o rabbia e dissenso per cui attacca e si ribella. Sminuire ciò che vivono significa sminuire loro come persona.
2) NON DIRE MAI “QUANDO SARAI GRANDE CAPIRAI, VEDRAI, TE NE ACCORGERAI”. Loro non si sentono valorizzati, percepiscono una svalorizzazione anche di ciò che stanno vivendo che per loro è unico e irripetibile, importante e vorrebbero fosse visto dai genitori nello stesso modo. Gli piacerebbe condividere l’emozione che stanno sentendo e che fosse recepita con la stessa intensità anche da loro. Lo sappiamo che questo non è possibile, però il genitore non deve dimenticare mai di dare importanza a ciò che vive il figlio e ridimensionare dove necessario, ma sempre dopo aver dato prima il giusto peso alle cose.
3) BISOGNA IMPARARE A GUARDARE IL MONDO CON I LORO OCCHI. Non è sicuramente facile perché soprattutto oggi c’è un gap intergenerazionale tra genitore e figlio abissale. L’uso esclusivo della tecnologia per comunicare, vivere, gestire la propria vita, rende il compito al genitore molto difficile. L’adulto non digitale non si capacita di tanti comportamenti troppo lontani dal suo modo di essere e di vivere. Rimangono a bocca aperta e tante volte mi domandando come è possibile che facciano determinate cose e soprattutto dove andranno a finire. Innanzitutto non ci si deve dimenticare di essere stati adolescenti e che la voglia di uscire, di infrangere le regole, di fare determinate cose di nascosto dai genitori è tipica di questa fase e che quindi certe richieste ed esigenze non sono poi così strane. I figli si lamentano spesso di questa eccessiva rigidità e mi domandano se è possibile che i genitori si siano dimenticati di quando erano adolescenti anche loro. Significa che è importante non guardare le cose solo dal proprio punto di vista, ma anche da quello del figlio, comprendendo il suo mondo e quando una cosa possa essere realmente importante o quanto venga strumentalizzata per ottenere determinate cose.
4) ALCUNE FRASI NON ANDREBBERO DETTE. A livello comunicativo esistono alcune frasi tipiche del repertorio del genitore, tramandate di generazione in generazione, che bloccano la comunicazione, che chiudono invece di aprire, che vanno a imporre senza interazione. Ciò a cui bisogna puntare è il dialogo ed il confronto capendo che anche loro hanno diritto di parola anche se non si condivide ciò che dicono, perché bisogna farli parlare ed esprimere. Se non si esprimono si comprimono e la repressione li porta a mettere in atto anche comportamenti che non dovrebbero mettere, anche in opposizione nei confronti delle regole e delle imposizioni genitoriali. Le frasi da non dire ad un adolescente sono quindi quelle frasi fatte che alimentano il conflitto genitore figlio adolescente tipo il “te l’avevo detto”, “sei grande quando ti pare o quando ti fa comodo”, “fossero tutti questi i problemi della vita”, “perché lo dico io”, “non mi devi parlare in questo modo perché sono tuo padre o perché sono tua madre” e via dicendo. Prima ascolto poi dialogo!
di Maura Manca, Psicoterapeuta
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore di AdoleScienza.it


