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La scuola non è adatta alle esigenze dei ragazzi. Come deve essere la scuola del futuro?


In un mondo interattivo e telematico in cui si sguazza da un social all’altro, si comunica attraverso chat e messaggi vocali, si delega alla tecnologia la gestione di tante attività quotidiane, in cui gli smartphone fungono in un certo senso da memoria esterna, da estensione della personalità ed espressione delle emozioni, c’è la scuola forse ancora troppo statica e poco innovativa. Non ci dobbiamo dimenticare che è il luogo in cui i ragazzi trascorrono gran parte della loro giornata, che li condiziona non solo dal punto di vista della formazione ma anche del carattere e dell’acquisizione dei valori. Il ruolo dell’insegnante è fondamentale, i docenti diventano spesso delle figure di riferimento, delle persone con cui trascorrono tante ore della propria settimana. Si riversano aspettative e si sperimentano delusioni.

Conoscerli, non giudicarli

Per questa ragione un docente deve essere vicino al mondo adolescenziale, deve aver ben chiare tutte le problematiche dei ragazzi, deve conoscere il loro mondo, deve avere le competenze per non generalizzare. Non tutti gli adolescenti sono in grado di esprimersi nello stesso modo, tante volte hanno bisogno di rinforzo e sostegno e di qualcuno che creda in loro. La scuola giudicante, quella dei voti nel registro, quella delle corse stratosferiche nella ricerca di raggiungere il programma ministeriale sempre troppo lontano, è una scuola troppo distante dalla generazione dei giovani di oggi, dalla generazione hashtag, quella che parla con e attraverso la tecnologia. La scuola deve avvisarsi al mondo tecnologico, deve integrare gli strumenti di uso quotidiano e deve iniziare a cominciare parlando una lingua più vicina a loro. Tanti docenti non sono pronti, non sono aggiornati, non sono formati e non solo, c’è una disparità tra la generazione degli adulti e quella degli adolescenti, talvolta insanabile.

La scuola come è strutturata oggi non è adatta alle esigenze dei ragazzi

Oltre 3 adolescenti su 10 sostengono che la scuola così come è strutturata oggi NON è adatta alle loro esigenze. 4 su 10 cambierebbero tutto e il 36% sostiene che venga applicato un metodo di insegnamento che non è in grado di valorizzare la relazione docente-alunno.
1 adolescente su 10 sostiene che la scuola DEVE essere più pratica e meno teorica e deve avere più laboratori.
È una scuola che così rischia di perdere per strada troppi ragazzi, che non potenzia le differenze individuali e non prepara all’università e soprattutto, al mondo del lavoro. 3 adolescenti su 10 sono spaventati delle incertezze del futuro e 4 su 10 NON sono pronti ad assumersi delle responsabilità. Per questo a volte non affrontano le scelte dell’università nell’immediato e “saltano un anno” e tanti si perdono per strada (Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza su oltre 7.000 adolescenti italiani).

Più pratica e meno teoria

All’interno della didattica deve essere inserita la tecnologia, i ragazzi, fin da bambini devono essere educati ad un uso consapevole e devono essere accompagnati nella loro navigazione per evitare che possano naufragare. Per questo il corpo docente deve essere costantemente aggiornato con obbligatorietà per evitare che si formino solo i docenti più sensibili al mondo dei ragazzi.
È una scuola troppo teorica che crea uno stacco troppo grande tra il mondo del lavoro e quello dell’istruzione, servirebbero più laboratori pratici, più contatti con il mondo del lavoro e non isolamento all’interno delle 4 mura di una classe.

Una scuola del futuro che tutelare maggiormente i ragazzi

I ragazzi devono essere anche tutelati dalla scuola del futuro, devono essere protetti dalla rabbia e dalla cattiveria di qualche compagno. Non deve essere più tollerato il bullismo in tutte le sue manifestazioni e deve essere bannato dalle classi. Per farlo ci deve eccedere un riferimento costante nella classe e nella scuola, in grado di valutare le singole situazioni. Anche il ruolo dello psicologo è fondamentale.
Non è il registro elettronico o i badge ai ragazzi, non è un pc in classe o una LIM che rimane spesso inutilizzata o non sfruttata nelle sue potenzialità, è cambiare mentalità, capire quali sono i reali problemi, quali sono gli spazi educativi da aggiungere all’interno del pacchetto formativo per tutelare questi ragazzi e far sì che la scuola non diventi uno stress e un inferno. C’è bisogno di reinserire i valori e il rispetto, che tutti riprendano i propri ruoli, compresi i genitori che non dovrebbero interferire costantemente in tutte le scelte e decisioni scolastiche. I compiti a casa sono eccessivi e mal distribuiti e non diventano un momento di apprendimento, ma di chi è più furbo a copiare i compiti. Allora perché non creare dei protocolli, dei format tecnologici da far fare a casa agli studenti magari più stimolanti e mirati? Perché non farli mettere in prima linea ed essere loro stessi creatori e proponenti, dandogli considerazione, voce e spazio? Se lo studio diventasse attivo sarebbe molto meglio per loro, apprenderebbero di più e con un tempo minore. E poi si deve creare una maggiore collaborazione e attività di gruppo perché la tecnologia non diventi un po’ strumento di isolamento ma di aggregazione. Mancano gli aspetti umani e purtroppo ce ne accorgiamo dai i numeri che raccontano gli episodi di prevaricazione e intolleranza all’interno delle classi.

La scuola del futuro

La scuola del futuro deve essere una scuola più a misura di adolescente, più pratica, più formativa e meno teorico-giudicante, meno competitiva e più efficace. Una scuola più tecnologica, ma una scuola più consapevole e più pronta a tutelare tutti i suoi allievi: una scuola ancora troppo lontana dalla realtà.

di Maura Manca, Psicoterapeuta,
Presidente Osservatorio Nazionale Adolescenza
Direttore AdoleScienza.it

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