devianza

Cosa si intende per devianza giovanile?


Il concetto di devianza abbraccia tutti quei comportamenti che implicano l’allontanamento e/o una violazione dalle norme socialmente accettate, ma anche tutte le forme di disadattamento e trasgressività e corrisponde all’acquisizione di un ruolo o di una identità sociale, che può essere individuale o di gruppo, che si raggiunge mediante la messa in atto di comportamenti che infrangono una norma socialmente accettata e condivisa. In adolescenza tali comportamenti si possono manifestare con modalità che si differenziano per persistenza e gravità, da atteggiamenti più di natura oppositiva, quali il disobbedire o mentire, la violazione di leggi, l’uso e l’abuso di sostanze stupefacenti, il vandalismo e la violenza contro la persona (Manca e Mascia, 2006). A questo proposito Moffitt (1993) opera una distinzione molto importante soprattutto in termini di trattamento e prognostici, tra un comportamento: antisociale occasionale, definito adolescent-limited, e uno più grave, già cronicizzato all’interno della struttura di personalità, denominato life-course persistent.

I reati minorili sono notevolmente in aumento, soprattutto quelli violenti, contro la persona e anche quelli legati all’uso distorto della tecnologia. L’età dei minori coinvolti è sempre più bassa, sono implicati ragazzi di tutti i ceti sociali ed è in crescita anche il numero di ragazze coinvolte in azioni criminali.

E’ importante sottolineare che esiste una relazione tra comportamento antisociale, gruppo dei pari e presenza di un supporto sociale, in quanto la delinquenza giovanile si origina, generalmente, all’interno di un gruppo ed è rafforzata dalla presenza di coetanei devianti e magari anche da un ambiente che non censura determinati comportamenti. Le baby gang hanno generalmente finalità distruttive e violente, facilitate anche dalla deresponsabilizzazione tra i membri del gruppo perché attraverso questo processo non si ha una chiara valutazione delle conseguenze delle proprie azioni.

Una delle principali emergenze della delinquenza minorile è quella relativa al coinvolgimento di minori nelle diverse forme di microcriminalità come per esempio lo spaccio della droga o furti. La carriera delinquenziale minorile è correlata, anche in modo significativo, alla dispersione scolastica. L’età di esordio della condotta delinquenziale rappresenta uno dei principali fattori di rischio, per cui più precoce sarà l’insorgenza maggiore sarà il rischio di sviluppare un disturbo del comportamento conclamato in epoche successive o di personalità antisociale (Cerutti e Manca, 2008). Tra le espressioni con cui si possono manifestare i comportamenti violenti in adolescenza troviamo: quella rivolta contro i beni (vandalismo), contro le persone (knockout), gli animali, sessuale e di genere che include le forme di violenza presenti all’interno delle coppie di adolescenti, che possono rappresentare i segnali precoci del femminicidio.

di Maura Manca, Psicoterapeuta

L’articolo è tratto dagli atti del Convegno “Supereroi Fragili. Adolescenti a scuola tra vecchi e nuovi disagi”. Rimini 24-25 ottobre 2014. La versione integrale la potete leggere nella sezione News ed Eventi.

Riferimenti Bibliografici

Cerutti R., Manca M. (2008). I comportamenti aggressivi. Percorsi evolutivi e rischio psicopatologico. Nuova edizione. Kappa, Roma.

Manca M., Mascia I. (a cura di) (2006). Devianza e criminalità in adolescenza. Experta, Forlì.

Moffitt T.E. (1993). Adolescence-limited and life-course-persistent antisocial behavior: A developmental taxonomy. Psychological Review, 100(4):674-701.

 

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