Il 56% degli adolescenti italiani afferma di non poter fare a meno di utilizzare lo smartphone anche a tavola. (Indagine condotta dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza https://www.adolescienza.it/osservatorio)
I risultati parlano chiaro e sottolineano quanto l’uso della tecnologia abbia preso piede, a tal punto che i ragazzi non riescono a staccarsi neanche durante un momento fondamentale come i pasti, con il rischio di cadere prima di tutto in una vera e propria dipendenza tecnologica.
Inoltre il pranzo e la cena sono le occasioni in cui la famiglia si riunisce ed è importante stare insieme, ma se si è distratti da un messaggio, da un videogioco, da una mail o dall’ultima foto postata su un social, tutto ciò diventa difficile, se non a volte impossibile, compromettendo così la comunicazione e l’ascolto dell’altro.
Tali comportamenti oltre ad inficiare sulle relazioni, possono contribuire anche alla messa in atto di comportamenti a rischio per la salute dei giovani che potrebbero sviluppare problemi o disturbi nella sfera alimentare. L’utilizzo dello smartphone a tavola infatti distoglie l’attenzione da ciò che si mangia: assumere cibo in modo inconsapevole, essendo completamente immersi nell’uso di app, chat e social, fa aumentare il rischio sia di consumare cibo spazzatura perché si mangiucchia qua e là senza avere consapevolezza della reale quantità che si sta ingerendo, sia di mangiare quantità di cibo elevato, favorendo una condizione di sovrappeso, di problematiche legate alla digestione e di disturbi dell’alimentazione incontrollata.
Come intervenire?
È fondamentale innanzitutto ricordare che per una corretta educazione digitale, soprattutto a tavola, è decisivo il ruolo dei genitori e delle figure di riferimento. Poiché può essere anche motivo di conflitto tra genitori e figli, la regola di base è quella di dover dare il buon esempio, NON utilizzando per primi, durante i pasti, qualsiasi dispositivo tecnologico, e cercare di trasformare il tempo che si trascorre a tavola come uno SPAZIO COMUNICATIVO APERTO AL DIALOGO e, di conseguenza, si possa sfruttare per intensificare tutti gli aspetti sociali ed affettivi che si possono consolidare durante i pasti.
Dati Osservatorio Nazionale Adolescenza, presidente dott.ssa Maura Manca, su oltre 7.000 adolescenti di età compresa tra i 13 e i 19 anni distribuiti in 11 città italiane.


