paure bambini

I segnali per capire se il figlio ha un problema o ha subito un trauma


I genitori mi chiedono spesso come possono accorgersi se un figlio manifesta dei problemi, quali sono i segnali a cui devono fare attenzione perché hanno paura di non essere in grado di riconoscerli. È vero che il bambino più è piccolo, meno parla con le parole e comunica soprattutto attraverso i messaggi del corpo e quindi diventa più difficile comprendere le sue reali comunicazioni. Man mano che acquistano maggiori competenze linguistiche sono sempre più in grado di esprimere verbalmente quello che hanno dentro per poi, in genere, arrivare ad un’altra fase, quella adolescenziale, in cui parlano con gli agiti e con i comportamenti, talvolta anche troppo evidenti.

Purtroppo capita che quando un bambino vive un evento o una situazione che per lui è particolarmente forte ed intensa a livello emotivo, potenzialmente stressante per la sua psiche o, in alcuni casi anche traumatica, può non verbalizzare ai genitori quello che è accaduto, a volte per vergogna, altre per paura delle loro reazioni o per non farli soffrire o per timore di non essere capiti, ascoltati o creduti. Per questa ragione, voi genitori, non dovete mai sottovalutare nessuna comunicazione diretta o indiretta fatta dai vostri figli.

Quando i bambini sono più piccoli i segnali a cui bisogna fare attenzione sono quelli legati ai cambiamenti delle abitudini, ciò che andava bene prima, può non andare più bene ora. Non sempre sono macroscopici, a volte sono cambiamenti minimi. Spesso si tratta di comportamenti regressivi, esempio può capitare che rifacciano, anche solo una volta, la pipì nel letto durante la notte, dopo aver smesso di farla, avere un sonno disturbato, la presenza di incubi o di risvegli notturni, giochi più ripetitivi, una maggiore chiusura, evitamento dello sguardo con il genitore, ricerca di attenzioni, ripetitività di alcuni comportamenti o di alcune domande.

Altri segnali che potenzialmente possono essere importanti, sono legati alla scuola, il non andare più volentieri, chiamare a casa per problemi fisici e farsi venire a riprendere, lamentarsi della scuola, maggiore vissuto di abbandono, pianti o difficoltà nel distacco per i più piccoli, salute più cagionevole, variazione dell’appetito e della assunzione delle quantità di cibo. È importante valutare anche il livello di irritabilità ed irascibilità e soprattutto i segnali psicosomatici come il mal di pancia ed il mal di testa.

Sono aspetti molto rilevanti perché possono nascondere un non detto importante e possono essere associati, per esempio, alla nascita di un fratellino o sorellina, ad un abuso psichico o fisico da parte di un adulto, per esempio insegnante o istruttore, ad episodi di bullismo, all’adescamento online, alla malattia di un genitore o alle fasi di separazione e/o divorzio. Purtroppo, si manifestano segnali simili anche nei casi di abusi fisici o sessuali.

Per queste ragioni dovete stare particolarmente attenti alle comunicazioni dei vostri figli che non si devono sentire traditi nella fiducia che riversano in voi e abbandonati a loro stessi.

 

di Maura Manca, Psicoterapeuta

 

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