Un’interessante ricerca condotta da Skuola.net su 6300 studenti (http://www.skuola.net/news/scuola/scuola-social.html) mette in luce come le classi siano diventate oramai virtuali. Una volta suonata la campanella, inizia a squillare e a vibrare lo smartphone che si intasa di notifiche: ecco che i gruppi classe 2.0 prendono vita.
Nell’era digitale, anche la scuola risulta tecno-mediata e non si può più prescindere dalla tecnologia e dai suoi effetti: domande di ogni genere, dubbi, chiarimenti, compiti, battute riempiono questi spazi online, creando una connessione costante tra i compagni di classe e non solo.
Quasi 9 ragazzi su 10 frequentano classi che hanno un gruppo virtuale su WhatsApp, mentre oltre la metà ha aperto un gruppo su Facebook e molti di loro sono presenti su entrambe le piattaforme.
I professori che ruolo hanno?
Molto spesso gli insegnanti non vengono coinvolti in questi gruppi, infatti in 4 casi su 5 il gruppo viene realizzato invitando solo gli studenti.
In questo spazio NO ADULT sui Social Network, il 44% dei ragazzi si aiuta online costantemente per fare i compiti e per prepararsi a interrogazioni e a verifiche, nel 35% si scambiano contenuti divertenti attraverso video o immagini o comunque nel 29% viene utilizzato per svago e per scherzo, il 27% organizza uscite, eventi o feste e il 14% pianifica e si mette d’accordo su quando e come saltare la scuola. E’ emerso che nei gruppi Whatsapp, rispetto a quelli Facebook, aumentava la percentuale di messaggi legati al saltare la scuola (23%) e venivano utilizzati maggiormente per organizzare uscite, feste ed eventi (41%). Si è visto che questi gruppi social, man mano che i ragazzi crescono, si diffondono sempre di più.
Quando invece sono presenti anche i professori la funzione del gruppo cambia e si modifica: nel 73% dei casi viene utilizzato per scambiarsi informazioni utili, comunicare avvisi e compiti da svolgere e nel 58% viene scambiato materiale didattico. Inoltre, il 27% pianifica e organizza gite e uscite, il 16% ne approfitta per chiedere aiuto sui compiti e avere chiarimenti su argomenti non capiti e il 7% utilizza il gruppo per chiedere consigli personali direttamente ai professori. Nei gruppi Whatsapp si è visto che la tendenza ad aprirsi con i docenti su problematiche personali raddoppiava.
Scuola tecno-mediata: quali sono i cambiamenti?
Ciò che emerge da questa indagine è che il web e i social stanno trasformando in maniera profonda anche la relazione alunno-docente, tanto che 1 adolescente su 3 dichiara di sentire online privatamente il proprio professore e nel 74% dei casi per parlare di argomenti attinenti alla scuola.
Di frequente succede che i professori abbiano come amici sui Social Network i propri alunni: infatti 1 adolescente su 2, tra quelli che hanno un profilo, hanno accettato la loro amicizia. Un dato rilevante è che i ragazzi nella fascia tra gli 11 e i 13 sembrano essere più selettivi e attenti nel mantenere la propria privacy e il 47% seleziona accuratamente quali prof aggiungere nella propria cerchia.
Inoltre i social sembrano influenzare anche l’insegnamento in classe: 1 studente su 4 dichiara che in classe spesso si utilizza la tecnologia e ci si affida a contenuti digitali, come per esempio file audio, video o fotografie attraverso l’utilizzo dello smartphone, andando a modificare completamente le modalità di apprendimento, il metodo di studio e la velocità della gestione delle informazioni.
Redazione AdoleScienza.it





