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Quando studiare diventa “difficile”: vissuti emotivi e strategie adattive


Andare a scuola, restare concentrati per molte ore al giorno, fare i compiti, studiare… per molti bambini e ragazzi significa impegnarsi quotidianamente, per un tempo che appare estremamente lungo, nell’affrontare le proprie difficoltà. Spesso questi ragazzi appaiono distratti, disorientati, svogliati. Le difficoltà scolastiche possono innescare un susseguirsi di fallimenti e insuccessi, la responsabilità dei quali viene spesso rimbalzata tra tutte le persone coinvolte: è una mancanza del bambino? Una disattenzione dei genitori? Una inadeguata comprensione da parte delle maestre e della scuola?

Bambini e ragazzi alle prese con queste difficoltà, possono reagire in svariati modi: alcuni si ammalano, altri manifestano disturbi somatici quando devono andare a scuola, altri ancora rifiutano di svolgere le attività richieste. Non si tratta, però, di capricci o comportamenti di opposizione.

Le difficoltà scolastiche e i disturbi dell’apprendimento, infatti, si dimostrano essere spesso in relazione con bassa autostima, senso di inadeguatezza, isolamento e difficoltà relazionali, di cooperazione o di autocontrollo. Si innesca una spirale, un processo in virtù del quale la bassa autostima è confermata dalle ripetute esperienze di fallimento. Di fronte ad ogni nuovo compito cognitivo o scolastico, bambini e ragazzi sentono di non possedere gli strumenti necessari o adeguati e sperimentano emozioni spiacevoli e sentimenti di impotenza. Tali insuccessi diventano una conferma della propria inadeguatezza e inducono a manifestare stati emotivi negativi di fronte a prove successive e a nutrire aspettative pessimistiche rispetto ai propri risultati futuri.

Cosa fare, allora, per incontrare le difficoltà e le esigenze di questi ragazzi?

È importante che possano sperimentare il senso del proprio valore e accrescere la loro autostima in modo costruttivo e positivo. Risulta fondamentale creare in classe un clima favorevole al benessere dei ragazzi, oltre che al buon andamento didattico. Dimostrare di avere fiducia in loro e nelle loro capacità, anche quando sbagliano, è fondamentale affinchè essi possano sperimentare la sensazione di essere accettati e compresi nonostante le difficoltà incontrate.

È importante porre loro sfide e compiti adeguati alle loro capacità e competenze, sviluppando un contesto cooperativo basato non solo sulla relazione tra voto assegnato e valore personale, quanto piuttosto sulla relazione tra impegno, successo e soddisfazione personale. L’impegno, inoltre, non deve essere commisurato esclusivamente al tempo trascorso sui libri bensì inteso come possibilità di riflettere sul materiale di studio e utilizzare strategie efficaci e specifiche per ognuno.

 

Redazione AdoleScienza.it

 

Riferimenti Bibliografici

Donato C. (2014), I disturbi dell’apprendimento e l’autostima. Scuola e didattica, 10, pp. 84- 86.