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Adolescenti e sigarette: Italia prima in Europa per la percentuale di “baby smokers”


Durante l’adolescenza il desiderio di fare nuove esperienze, sperimentarsi e superare i propri limiti rappresenta un elemento fisiologico. Diversi sono i fattori che possono portare gli adolescenti a provare alcool o droghe: la curiosità, l’imitazione dei coetanei, gli apparenti e temporanei benefici del fumo (ad esempio, riduzione dello stress e senso di benessere), la voglia di sentirsi più grandi.

In Italia quasi 4 ragazzi su 10 fumano regolarmente, nonostante le regole

Secondo una ricerca condotta all’interno del progetto Espad (European Survey Project on Alcohol and other Drugs), nelle scuole di 35 Paesi su un totale di circa 96.000 studenti di 15- 16 anni, l’Italia risulta essere il Paese in cui i ragazzi fumano di più. Se la media all’interno del campione generale, infatti, si colloca intorno al 21%, tale percentuale sale al 37% tra gli adolescenti italiani e si abbassa anche l’età della prima sigaretta: nel 21% dei casi i ragazzi lo fanno già prima dei 13 anni.

Droghe leggere: il primato della cannabis

In media, il 18% degli studenti riferisce di aver assunto una sostanza illecita almeno una volta. La sostanza più diffusa è la cannabis, assunta almeno una volta dal 16% degli studenti, percentuale che in Italia sale fino al 27% tra i ragazzi di 15-16 anni. Secondo quanto rilevato dall’Osservatorio Nazionale Adolescenza, inoltre, nella fascia di età tra 13 e 19 anni, la percentuale arriva al 37%, con un 17% dei ragazzi che fuma cannabis in modo sistematico e continuativo.

Sebbene fisiologicamente gli adolescenti tendano alla ricerca del rischio, delle sensazioni forti e dello sballo, il problema allarmante è rappresentato dal mix che i ragazzi fanno tra varie sostanze. Si cerca sempre più di superare i limiti e questo può portare, soprattutto in condizioni di maggiori fragilità e difficoltà, ad un eccesso anche in altri comportamenti a rischio.

di Redazione AdoleScienza.it

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